Dal luglio 2018 ci ritroviamo ogni giovedì per denunciare le morti e le sparizioni delle persone migranti nel Mediterraneo e lungo le frontiere europee.
Le nostre mani dipinte di rosso richiamano il sangue versato dalle vittime delle politiche migratorie e dei confini che trasformano il diritto alla mobilità e alla ricerca di una vita dignitosa in una condanna a morte.
La nostra iniziativa è nata quando l'Italia ha rafforzato la collaborazione con la cosiddetta Guardia Costiera libica per bloccare le persone migranti nel Mediterraneo e riportarle nei centri di detenzione in Libia. Di fronte a quella scelta politica abbiamo deciso di non rimanere in silenzio.
Ogni giovedì sfiliamo davanti al Ministero dell'Interno. Lo facciamo ispirandoci alle Madri e alle Abuelas di Plaza de Mayo, che durante la dittatura argentina hanno trasformato la memoria e la richiesta di giustizia in una presenza costante nello spazio pubblico. Per noi, le donne, gli uomini e i bambini scomparsi nel Mediterraneo sono i nuovi desaparecidos del nostro tempo.
La nostra è una sfilata silenziosa. Camminiamo senza slogan e senza amplificazione perché crediamo che il silenzio possa essere una forma di testimonianza e di denuncia. Ogni settimana ricordiamo chi non è arrivato, chi è scomparso senza lasciare traccia, chi è stato cancellato dalle statistiche e dalla memoria collettiva.
Dal luglio 2018 non abbiamo mai smesso di esserci.
Continuiamo a chiedere verità, memoria e giustizia per tutte le vittime delle frontiere, convinti che esista una sola umanità e che i diritti umani debbano appartenere a tutte e tutti.